Festeggiamo il nostro patrono San Grato

Festeggiamo il nostro patrono San Grato

Festeggiamo il nostro patrono San Grato

30.08.2017

7 settembre festeggiamo San Grato

 



Il 7 settembre 2017 si festeggia San Grato a Carona nel Parco che porta il suo nome.
Alle 7.30 mattino Don André-Marie Jerumanis celebrerà la Santa Messa per il patrono di San Grato,
presso la cappella che si trova nel parco con il dipinto della Madonna della Guadaloupe.
 
 




Alle ore 16.00 del pomeriggio aspettiamo tutti i bambini (dai 3 ai 9 anni) per  il
percorso-laboratorio L’isola che non c’è breve viaggio musicale-corporeo con Francesca Sproccati e Lisa Monn
poi vi sarà la merenda offerta a tutti i bambini presenti al Parco San Grato.

 
 


 

Piccola storia di San Grato:


L’origine del nome San Grato per la zona in cui sorge il parco è incerta ma già nei mappali risalenti al 1800 questa collina veniva denominata San Grato.
Nel 1945 il Signor Wintherhalter fece edificare la cappella che si trova all’interno del parco costruita con i materia derivati dalla cava di porfido di Carona che in quel periodo forniva il materiale per le case del borgo. Attualmente all’interno vi è un dipinto della Madonna di Guadalupe e due busti, uno di San Grato e l’altro di Nostro Signore.
Grato deriva dal latino “Gratus” che significa Gradevole, caro, riconoscente.
 
Il Santo: 
San Grato, era un vescovo di Aosta, vissuto nel V secolo (7 settembre 470). Gli si attribuisce il ritrovamento della testa di San Giovanni Battista, ritrovata in fondo ad un pozzo e riportata a Roma dopo aver miracolosamente placato una tempesta.
Nelle raffigurazioni del Santo appare anche la testa di San Giovanni Battista.
Patrono della città di Aosta, le sue reliquie sono conservate nella Cattedrale di Aosta, all’interno di un reliquiario di argento e rame dorato in stile gotico realizzato inizialmente da Guglielmo di Locana e portato a termine dall’orafo Jean de Malines.
San Grato è un santo taumaturgo (che compie miracoli) venerato come protettore dei raccolti dalle intemperie, specialmente dalla grandine, dai fulmini. Protettore dei fienili dal fuoco e dei raccolti da cavallette, talpe e bruchi.
Alla sola lastra tombale del Santo erano attribuiti poteri di guarigione dalla lebbra, venne, infatti, installata nella parrocchia di Saint-Christophe (Italia), dove nel medioevo nelle vicinanze esisteva un ricovero dove i malati potessero anche solo sfiorarla per sperare in una guarigione miracolosa.
 
Probabilmente questa zona è stata dedicata a San Grato dato che è durante i temporali la zona attira molti fulmini (è una tra le dieci zone più colpite da fulmini della Svizzera). Non a caso sulla vetta del Monte San Salvatore sorgeva il Centro di ricerca sui fulmini, laboratorio di fama mondiale dotato di sofisticate apparecchiature di misurazione attivo dal 1943 al 1982 diretto dal Prof Berger del Politecnico federale di Zurigo.
 
Riti e detti:
La benedizione di San Grato è un antico rito di origine pagana, che benedice la terra, l’acqua e le candele (il fuoco e la luce) viene fatta a primavera nelle campagne per difendere i raccolti.
“A San Grà la castëggna l’a da si armà” che significa “per San Grato (7 settembre) la castagna deve essersi già formata”. Da lì a poco inizierà il periodo della raccolta delle castagne.
“A San Grà l’istà l’è pasà” che significa, “a San Grato (7 settembre) l’estate è finita”.
“ San Grà: i muschìn i vän a cà” San Grato: le zanzare vanno a casa. A San Grato, 7 settembre, le zanzare non infestano più le campagne.